Celebrazioni 25 aprile 2017

26 Aprile 2017 di anpifogliano Lascia un commento »

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Deposizione corona in piazza a Redipuglia sul monumento ai partigiani di Redipuglia caduti, deportati e dispersi.

 

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Deposizione corona presso la casa natale del comandante partigiano Silvio Marcuzzi “Montes” Medaglia d’Oro al Valore Militare.

 

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Discorsi ufficiali a conclusione della cerimonia nel Parco delle 42 Rose davanti alla Stele Montes.

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Redipuglia 25 aprile 2017.

Autorità Civili Delegazioni compagni e amici e familiari dei partigiani.

Questo anno ricorre il 72° anniversario della Liberazione e della fine del conflitto, anche delle nostre terre da parte degli Alleati e dell’Esercito Jugoslavo dopo la tragica catastrofe (1943-1945 ) della seconda guerra mondiale, voluta dalla Monarchia e dal Regime fascista assieme alla Germania di Hitler. Tutto il nostro popolo italiano venne tradito dai suoi governanti in particolare lo furono i nostri giovani soldati che, costretti, vennero mandati a morire a migliaia nei deserti africani, nelle sterminate pianure della Russia, dove a migliaia morirono di stenti e di freddo. Molti nostri alpini morirono sui monti della Grecia e Albania, senza contare i piloti ed i marinai che caddero in combattimento sui vari fronti di guerra mandati a morire con aerei obsoleti e navi da guerra prive di radar in balia della artiglierie delle navi inglesi. Ricordiamo anche le migliaia di civili che perirono innocenti sotto i bombardamenti che, prima dello sbarco in Sicilia degli Alleati, devastarono tutte le principali città del Sud. I giovani soldati di Fogliano Redipuglia che morirono durante la seconda guerra mondiale sono incisi per sempre nella grande pietra che si trova nel nostro Cimitero Civile e noi li ricordiamo sempre con affetto. Oggi invece, come ogni anno, siamo qui riuniti davanti alla stele che ricorda Silvio Marcuzzi ( Montes ) inserita nell’area che abbiamo voluto intitolare, in accordo con l’Amministrazione Comunale, il Parco delle 42 rose in ricordo dei nostri partigiani caduti o dispersi nel corso della Guerra di Liberazione. Ogni anno siamo qui per ricordare il loro sacrificio. I nostri partigiani erano tutti volontari, essi combattevano con limpida coscienza combattevano per la giustizia e per la libertà e credevano in un mondo migliore, sapevano che se venivano catturati potevano essere passati per le armi immediatamente. Pur di non rivelare notizie che avrebbero messo in pericolo i loro compagni, molti subirono torture inenarrabili nelle caserma Piave di Palmanova come lo stesso Montes. Altri scomparvero senza lasciare alcuna traccia, come Zita Chiap di Redipuglia Capitano della Montes dispersa nel settembre del 1944 in missione a Milano. Noi crediamo ancora nel loro esempio. Voglio concludere questo intervento con le parole del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat a Milano di fronte a 250.000 persone il 9 maggio del 1965, concludendo il ciclo di manifestazioni nel ventennale della Liberazione.

 

            Se l’Italia ha potuto ritrovare la sua unità spirituale del 25 luglio 1943 sino alla fine della guerra e partecipare eroicamente alla lotta comune ciò è dovuto tanto a un risveglio istintivo della coscienza nazionale quanto alla Resistenza.

            La Resistenza armata nasce come volontariato popolare sui monti e nelle valli ove ai reduci delle formazioni dell’esercito cui gli occupanti nazisti davano la caccia, si affiancano immediatamente quando non li precedono civili di ogni età, dai più giovani non ancora chiamati alle armi, agli anziani tuttora in grado di maneggiarle uomini di ogni ideologia o di nessuna particolare ideologia, ma animati dalla ferma decisione di combattere tanto gli invasori nazisti quanto i loro ausiliari fascisti.
I contadini proteggono i patrioti e ne condividono i rischi subendo eroicamente rappresaglie feroci. Nelle città, nei borghi, la Resistenza trova rapidamente le sue basi organizzative i suoi centri di rifornimento la sua direzione politica.

            Le donne che si rivelano pari agli uomini per slancio patriottico, tutti i cittadini che aiutano i perseguitati dal nazismo e dal fascismo, tutti gli italiani insomma che anelano alla riconquista della libertà e detestano l’occupazione tedesca, quali che siano le loro aspirazioni per il futuro, si affratellano nel pericolo.

            Lo spirito democratico creato dalla Resistenza ha permesso di affrontare con serenità l’arduo problema istituzionale che ha visto l’Italia, dopo la sua momentanea divisione riconoscersi nella Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Repubblica ha potuto nascere per atto di popolo come coronamento del Risorgimento nazionale e come garanzia di pace di libertà e di giustizia per tutti gli italiani. Per quanto riguarda la lotta del passato certo possiamo avere la coscienza serena.
Ai giovani di oggi affidiamo con fiducia e amore il completamento della nostra missione. 

 

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